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Il gigante ferito

Puglia
18.11.16

Da sei anni la Xylella colpisce la Puglia infettando gli ulivi del Salento. Il batterio blocca il trasporto dell’acqua dalle radici alle foglie, prosciuga le estremità della pianta, le foglie marciscono e la corteccia si sfalda e porta lentamente la pianta alla morte. Per diffondersi la Xylella usa un insetto, la cicalina (Philaenus spumarius), che la trasporta da una pianta all’altra. Si dice che il batterio sia arrivato in Italia dalla Costa Rica attraverso l’importazione di piante da caffè.

La Xylella non è solo un fenomeno italiano: è stata scoperta alla fine del XIX secolo e oggi è responsabile di grandi danni agronomici nelle Americhe e nei paesi asiatici (si stima che solo nella viticultura in California causi danni per 104 milioni di dollari all’anno).
Una delle poche cose che si sanno è che per ora non esistono cure.
Le autorità scientifiche classificano la Xylella come un agente patogeno da quarantena.

Per evitarne la diffusione, l’Unione europea ha dato l’ordine di arginare il fenomeno nel Salento estirpando le piante. Ma i contadini salentini non vogliono abbattere i loro alberi. È comprensibile che non vogliano rinunciare a una tradizione millenaria, ma il rischio è che il batterio si diffonda in tutta Italia e pregiudichi seriamente l’agricoltura italiana.